Nella vita di un cardiologo c’è una musica di sottofondo che non l’abbandona mai: quella dei battiti del cuore. E non è solo ‘un suono’, è molto di più: è la musica della vita. E così quando un cuore smette di battere, quando quella ‘musica’ si interrompe non rimane che il vuoto di un silenzio. Ogni giorno, a fianco del letto di un paziente o in sala operatoria o in un laboratorio a fare ricerca, i cardiologi non smettono di combattere per fare in modo che quella musica non finisca mai. Ma non solo, come ‘direttori d’orchestra’ è nostro compito che ogni singolo strumento sia accordato perché la melodia sia perfetta. Un impegno che, il più delle volte, si trasforma in una battaglia, in una corsa contro il tempo nel tentativo di salvare una vita.
Le malattie cardiovascolari, sono al primo posto nei Paesi occidentali - Italia compresa - per cause di morte, eppure sembrano fare sempre meno paura. Di sicuro non ci si pensa da giovani quando, il cuore, è al centro dei pensieri solo se fa rima con ‘amore’. Come cardiologi non abbiamo ancora trovato la ricetta per l’unica malattia del cuore dalla quale nessuno di noi è immune: la ferita del primo amore. Ma sappiamo bene cosa può fare un individuo per mantenere in salute il proprio cuore e anche per fronteggiare quegli ostacoli che malattie, anche ereditarie, hanno posto lungo il cammino. E’ per questo che la Società Italiana di Cardiologia, insieme alla Fondazione Italiana Cuore e Circolazione onlus - ha deciso di ‘serrare i ranghi’ e chiamare tutti sul campo per combattere le malattie cardiovascolari. Una battaglia da combattere spalla a spalla dove ognuno è chiamato a fare la propria parte. E così è nata l’idea della campagna ‘Battiti per il tuo cuore’, perché vogliamo che ognuno si batta per difendere la salute del proprio cuore, si impegni per difendere la propria ‘musica’ dei battiti. Ad iniziare dai ragazzi.
‘Battiti per il tuo cuore’ con la sua prima edizione punta tutto sui giovani. ‘La salute del cuore è anche un gioco da ragazzi’ recita lo slogan. Ed è a loro che sono rivolti i nostri consigli per uno stile di vita sano e controlli mirati, con l’unico obiettivo di salvaguardare la salute del loro cuore, non solo nel presente, ma anche nel futuro quando, da anziani, si troveranno a fare i conti con gli inevitabili problemi - anche cardiovascolari - legati all’età.
Consigli ‘semplici’ che ad una lettura distratta potrebbero sembrare solo dettati dal buon senso. Ed invece, c’è molto di più. Forse in pochi sanno quanti danni droga, alcol, sigarette, obesità e mangiar male provocano sul cuore di un ragazzo. E quanti di questi danni si affacceranno solo alla comparsa dei primi capelli bianchi, quando quegli anni di ‘vita spericolata’ saranno lontani. E sono ancora meno quelli che immaginano, soprattutto tra i nostri ragazzi, che una condotta ‘sopra le righe’ segna inesorabilmente la salute del cuore, segni che resteranno anche quando, da adulti, si righerà dritto.
C’è poi un aspetto al quale la SIC e la Fondazione tengono molto: quello della morte improvvisa che, il più delle volte - sono le cifre a dirlo - si verifica in ragazzi che praticano sport. Bisogna insegnare ad un giovane a non ignorare un sintomo, a parlarne in famiglia e, quindi, con il medico. Senza avere paura. Senza pensare che ogni ‘batticuore’ sia un allarme che squilla. Il più delle volte sarà solo un ‘falso allarme’ ma vale la pena saperne di più.
Ed infine, un consiglio che vorremmo diventasse una regola di vita: prima di fare un’attività fisica anche non agonistica far controllare il cuore. Un ‘tagliando’, un po’ come si fa con la macchina prima di andare in vacanza. Perché ci sono delle malattie cardiache che non danno alcun sintomo e che si ‘svegliano’ all’improvviso durante una corsa o una partita. E a quel punto, spesso, è troppo tardi. Bisogna che ragazzi e genitori comprendano l’importanza di quel certificato medico rilasciato dopo una visita accurata: non è solo un pezzetto di carta che mette a tacere la richiesta di una segreteria all’atto dell’iscrizione in palestra o in piscina. E’ un passaporto per l’attività sportiva che per alcuni è addirittura un salvavita.
Consigli. Regole semplici. Che non incidono sulla vita di un ragazzo. Non sono né limitanti, né invadenti. Ecco perché sono ‘anche un gioco da ragazzi’. Chiamarsi fuori da alcuni comportamenti a rischio non significa certo non essere ‘tipi giusti’ ma, al contrario, ragazzi di oggi che hanno a cuore la loro vita, che sono protagonisti della loro salute. ‘Battiti per il tuo cuore 2009’ si rivolge direttamente ai ragazzi. Vogliamo responsabilizzarli. Sin dall’adolescenza. Perché sono intelligenti, sono in gamba, meritano la nostra fiducia. La salute del loro cuore è nelle loro mani, mettiamoli nelle condizioni di conoscere bene le regole di questa partita. E visto che è a loro che parliamo abbiamo deciso di usare il loro linguaggio, il loro stile, i loro tempi, i loro mezzi.
Per questo la campagna ‘Battiti per il tuo cuore 2009’ è diventata così, una campagna ‘graffitara’, parla giovane ai giovani. Per un mese, in 27 sale cinematografiche di tutta Italia, su 163 schermi ad ogni spettacolo passerà lo spot. A guardarlo, è il nostro augurio, saranno ragazzi e genitori. Perché l’attenzione del cuore non conosce età.
E poi un sito internet (www.battitiperiltuocuore.it) dove rivedere lo spot ma soprattutto dove trovare tutte le informazioni necessarie per mettere in atto strategie di prevenzione. Abbiamo voluto spiegare ai ragazzi il perché alcuni comportamenti sono a rischio. Perché solo così avranno la consapevolezza di non dover subire un consiglio che arriva dall’alto e del quale si comprende ben poco.
‘Battiti per il tuo cuore’ non è un punto di arrivo per la Società Italiana di Cardiologia, è un passo in avanti in quel solco segnato da un impegno che - già da anni - è rivolto all’educazione/formazione dei giovani anche grazie all’accordo tra la Fondazione Cuore e Circolazione onlus e il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Un grazie va al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca per l’apprezzamento espresso nei confronti della Campagna che rientra nell’ambito del protocollo d’intesa tra MIUR e SIC. Grazie anche al Ministero della Gioventù per il patrocinio che ha concesso a questa Campagna. E’ un segno importante che le Istituzioni sono con noi ma, soprattutto, sono dalla parte dei ragazzi.
Ed infine un ringraziamento che vorrei porgere anche a nome del professor Novo - e di tutta la Società Italiana di Cardiologia e la Fondazione Italiana Cuore e Circolazione onlus - alla Takeda Italia Farmaceutici per il sostegno dato a questa iniziativa. E’ un buon esempio di responsabilità sociale d’impresa.
LA SOCIETA’ ITALIANA DI CARDIOLOGIA
La storia della Società Italiana di Cardiologia è strettamente legata a quella della cardiologia italiana. Tutto ebbe inizio all’inizio del XX secolo ed in particolare intorno agli anni ‘30 quando il sempre più vivo interesse per gli argomenti cardiologici spinse nel 1935 alcuni dei nostri più illustri studiosi a costituire un «Gruppo Cardiologico Italiano» sull'esempio di quanto già avvenuto in altri paesi. Nel 1940 il «Gruppo Cardiologico Italiano» potenziò la propria attività congressuale e nel 1947 e precisamente l'8 giugno Cesa-Bianchi, Colombi, Frau , Puddu e Salvini proposero che in luogo della precedente denominazione di Gruppo si costituisse una società denominata «Associazione Italiana di Cardiologia». La attuale denominazione di «Società Italiana di Cardiologia» risulta registrata soltanto il 20 marzo 1956 dal Notaio Vesci in Roma e sottoscritta dagli allora componenti del Consiglio Direttivo tra i quali Luigi Condorelli (presidente) e Vittorio Puddu (segretario).
Ancora oggi gli scopi della Società Italiana di Cardiologia sono ‘al servizio’ del Territorio ed in particolare i suoi obiettivi sono:
a) incrementare gli studi nel campo della cardiologia:
b) suggerire criteri per la programmazione e la realizzazione di istituzioni cardiologiche;
c) studiare problemi riguardanti l’educazione cardiologica e le organizzazioni sanitarie nel campo della cardiologia;
d) promuovere campagne di educazione sanitaria e ricerche epidemiologiche sulle malattie cardiovascolari;
e) svolgere attività di aggiornamento professionale e di formazione permanente nei confronti degli Associati e dei cultori della cardiologia con programmi annuali di attività formativa di Educazione Continua in Medicina (ECM);
f) collaborare con il Ministero della Salute, le Regioni, le Aziende Sanitarie ed altri Organismi e Istituzioni Sanitarie pubbliche;
g) elaborare linee guida in collaborazione con l’Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali (A.S.S.R.), la Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane (F.I.S.M.), l’Agenzia Italiana per il Farmaco (A.I.F.A.) ed altri organismi ufficialmente riconosciuti;
h) promuovere studi clinici, ricerche scientifiche finalizzate e rapporti di collaborazione con altre società ed organismi scientifici.
SOCIETA’ ITALIANA DI CARDIOLOGIA - SIC
Via Po, 24 - 00198 - Roma
Tel. 0685355854
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| CONSIGLIO DIRETTIVO | |
| Presidente | PAOLO MARINO |
| Presidente uscente | FRANCESCO FEDELE |
| Vice Presidente | GIUSEPPE MERCURO |
| Segretario Generale | FRANCESCO PIZZUTO |
| Tesoriere | CESARE FIORENTINI |
| Consiglieri | RAFFAELE BUGIARDINI |
| MARCO M. CICCONE | |
| SAVINA NODARI | |
| GIUSEPPE ORETO | |
| PASQUALE PERRONE FILARDI | |
| GAETANO THIENE |


1a Edizione 2009
