Non sono solo ‘battiti d’amore’: come funziona il sistema cardiovascolare
Ogni battito rappresenta la singola contrazione della pompa cardiaca. Normalmente ne abbiamo tra 60 e 90 ogni minuto. Il sistema cardiovascolare è formato da una pompa meccanica, il cuore, e da un sistema di ‘tubi’ che partono dal cuore (l’aorta e l’arteria polmonare) e, progressivamente, si dividono in condotti sempre più piccoli (arterie di medie dimensioni e arteriole) fino ai sottilissimi capillari. La principale funzione del sistema cardiovascolare è quella di trasportare alle cellule di tutto il corpo il sangue e, quindi, ossigeno e sostanze nutritive. Ma non solo: il sangue porta via l’anidride carbonica e le sostanze di rifiuto prodotte dagli organi. Quando si verificano le malattie cardiovascolari - e cioè il cuore e/o i vasi sanguigni vengono colpiti da alcune patologie o funzionano male - può succedere che in alcune zone del corpo (distretti) non arrivi la giusta quantità di sangue e questo fa sì che le cellule di quell’area rapidamente si trovino senza ossigeno. Questa carenza di ossigeno è chiamata ischemia. Se l’ischemia si prolunga nel tempo può causare, addirittura, la morte di una parte dell’organo e, quindi, provocare un infarto. Ictus cerebrale e infarto del miocardio sono le più gravi malattie cardiovascolari: nel primo caso la riduzione di sangue è a livello del cervello, nel secondo a livello delle coronarie (i ‘tubi’ che portano il sangue al muscolo cardiaco) e, quindi, al miocardio. Un infarto provoca seri danni alla pompa-cuore e questo può provocare altri problemi circolatori in altre zone del corpo.
Perché insorgono le malattie cardiovascolari
Le malattie cardiovascolari - soprattutto ictus cerebrale e infarto - compaiono nella maggior parte dei casi per colpa dell’aterosclerosi. L’aterosclerosi si verifica quando sulla parete interna dei vasi si formano dei depositi (placche aterosclerotiche) di materiale grasso (soprattutto colesterolo) che provocano una riduzione del flusso sanguigno e, di conseguenza, alle cellule arriva meno ossigeno e meno sostanze nutritive. E’ come se un tubo si riempisse di incrostazioni e per questo l’acqua non riuscisse più a scorrere.
Nei casi più gravi le placche possono rompersi e questo fa sì che si attivi un sistema di coagulazione (come succede per le ferite) e si formi, quindi, un ‘tappo’ (trombo, costituito da piastrine e fibrina) che ostruisce completamente il vaso e quindi impedisce alle cellule di ricevere sangue e, dunque, ossigeno e nutrimenti. Queste cellule sono destinate a morire: la conseguenza è l’infarto.
La formazione della placca aterosclerotica è un fenomeno che impiega del tempo e dipende da diversi fattori: per alcuni fattori non è possibile fare niente (età e sesso, per esempio) per altri, invece, si può fare moltissimo iniziando soprattutto da giovani (fumo, alimentazione, attività fisica, ecc). Sono i cosiddetti ‘fattori di rischio’ che diventano tanto più pericolosi quanto più si invecchia ma, soprattutto, se si ‘alleano’ l’uno all’altro peggiorando ulteriormente le cose.
I fattori di rischio coronarico. Si tratta di malattie o di comportamenti e stili di vita che è ormai statisticamente provato aumentano le possibilità di sviluppare una coronaropatia. Alcuni non sono modificabili (età, sesso, familiarità), altri sì (fumo, ipertensione, obesità, ecc) ma si deve mettere in atto uno stile di vita sano. E, in alcuni casi, seguire delle terapie.
Fattori non modificabili. Le malattie cardiovascolari colpiscono soprattutto gli adulti e gli anziani. L’età è un fattore di rischio non modificabile perché quando si invecchia non si possono cancellare gli anni. Ma, spesso, vale la pena pensare che si tratta di eventi iniziati già da giovani: un cattivo stile di vita da ragazzi fa sentire i suoi danni quando arrivano i capelli bianchi. Altro fattore di rischio non modificabile è il sesso: avrai infatti sentito parlare più spesso di infarto negli uomini che nelle donne e questo perché gli uomini sono più predisposti alle malattie cardiovascolari, almeno fino ad una certa età. Anche per una donna, infatti, più diventa anziana e maggiori sono le probabilità di andare incontro a malattie cardiovascolari, proprio come gli uomini. Ci sono poi dei fattori immodificabili come la familiarità (e cioè se in famiglia ci sono molti casi di persone con malattie cardiovascolari) o malattie che compaiono sin da giovani (diabete, ipertensione) per le quali, tuttavia, esistono delle terapie mirate. Ma è soprattutto in questi casi che si devono adottare corretti stili di vita: per evitare che aumenti ulteriormente il rischio di ammalarsi.
Fattori modificabili. Fumo, sedentarietà, diabete, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, obesità, stress, droghe e alcolici: sono questi i principali fattori di rischio che si possono evitare o tenere sotto controllo.


1a Edizione 2009
