Cosa puoi fare: i consigli dei cardiologi

“Fumo, droga e alcol sballano il cuore”

Fumo.
E’ un importante fattore di rischio, uno dei killer più pericolosi per il cuore: pensa solo che fumare un pacchetto di sigarette al giorno aumenta il rischio di ammalarsi di cardiopatia ischemica quasi di 5 volte superiore rispetto a chi non fuma. Nicotina (è lei che dà dipendenza), monossido di carbonio e catrame sono solo alcune tra le tante sostanze nocive contenute nel fumo di sigaretta. E non cadere nell’errore di pensare che fumare solo qualche sigaretta al giorno non sia pericoloso: perché ogni sigaretta che accendi non solo provoca dei gravissimi danni ai tuoi polmoni (broncopneumopatia cronica e tumore, per esempio) ma anche al tuo cuore. Pensa solo che il fumo aumenta il colesterolo ‘cattivo’ (LDL) e riduce quello ‘buono’ (HDL): il colesterolo, con gli anni, provoca dei restringimenti - o addirittura dei ‘tappi’- nel sistema cardiocircolatorio che sono alla base di ictus e infarto.
I danni provocati dalle sigarette sono tanto più gravi quanto più giovane è l’età in cui si è iniziato a fumare. Spegni subito le sigarette: soprattutto se hai dei fratelli più piccoli. Con il tuo gesto puoi dare un buon esempio. E se non hai ancora iniziato a fumare, continua così. Sei sulla strada giusta. Ma stai lontano anche da chi fuma: nel fumo passivo ci sono più di quattromila composti chimici, almeno 50 dei quali cancerogeni. I bambini e i giovani sono più a rischio degli altri perché il fumo passivo comporta una maggiore incidenza di infezioni respiratorie e asma. Se i tuoi genitori o i tuoi amici fumano convincili a smettere. Significa avere a cuore la tua e la loro salute.

Droga. Non devi fare uso di sostanze stupefacenti. Non ti lasciare incantare da chi ti dice che una droga, anche leggera, ti renderà migliore. Non è così. Tutte le droghe provocano dei gravissimi danni all’organismo: soprattutto cervello e cuore. Danni ai quali non si può trovare rimedio. Prendi, ad esempio, la cocaina: l’uso anche per la prima volta di questa sostanza può provocare serie complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari. E poi le pasticche ‘da sballo’: ne basta una per ‘sballare’ per sempre il tuo cuore e la tua testa.
Se fai sport stai lontano da sostanze dopanti: sono da considerare a tutti gli effetti dei veri e proprie veleni che uccidono.


Alcol. C’è l’età giusta per ogni cosa. E la giusta misura per tutto. Una regola valida sempre ma ancora di più quando si parla di alcolici. Le bevande alcoliche non devono essere assunte quando si è giovanissimi, meglio aspettare i 18 anni: prima l’organismo non è pronto. Un consiglio più saggio di quanto non ti sembri. E’ vero che una piccola quantità di vino, un bicchiere a tavola, può aiutare a ridurre il rischio di infarto ma questo vale quando si è adulti e solo se non si esagera nelle quantità. L’abuso degli alcolici - a qualsiasi età - aumenta il rischio di infarto. E quando si è ragazzi bastano piccole quantità per danneggiare l’organismo. E poi ricordati che l’alcol rischia di ‘annebbiarti’ e farti abbassare la guardia davanti ai pericoli. In ogni caso non ti mettere mai alla guida dopo aver bevuto.


“Mangia sano, controlla il peso e la pressione”


Alimentazione. Il primo passo per stare bene in salute è mangiare bene, mangiare sano. E’ vero che a volte le cose più buone sono quelle meno sane e nessuno ti dice di non concederti qualche soddisfazione a tavola. L’importante è non esagerare e fare in modo che una cattiva alimentazione non sia la tua sola alimentazione. Sì agli ‘strappi’ alle regole purché la tua vita ogni giorno sia all’insegna del mangiar bene.
Scegli il modello della dieta mediterranea: pasta, pane, patate, riso, frutta, verdura, legumi, formaggio, yogurt e olio d’oliva non devono mai mancare - con le giuste proporzioni- dalla tua tavola tutti i giorni. Pesce, pollo, carne bovina, uova e dolci vanno mangiati in quantità minori e non tutti i giorni. Poco sale. No agli alcolici fino ai 18 anni e dopo con molta moderazione. Bevi tanta acqua: almeno 6 bicchieri al giorno.
L’alimentazione gioca un ruolo di primo piano soprattutto nei confronti di uno dei più terribili nemici del cuore: il colesterolo ‘cattivo’. Devi sapere che il colesterolo è essenziale per il nostro organismo: è prodotto dal fegato e consente la produzione di alcuni elementi fondamentali come, per esempio, gli ormoni e la vitamina D. Ma il colesterolo entra nel nostro organismo anche attraverso l’alimentazione, soprattutto i cibi ricchi  di grassi saturi di origine animale come per esempio la carne, le uova, i formaggi, il burro. Il colesterolo ‘scorre’ nel sangue ed è costituito da due elementi (lipoproteine): quello chiamato ‘cattivo’ (LDL) che attraversa la parete dei vasi (soprattutto le arterie) e favorisce le cardiopatie perché si deposita all’interno delle arterie e, a lungo andare, le ostruisce impedendo al sangue di scorrere correttamente e portare quindi ossigeno e nutrimento a tutte le cellule; c’è poi il colesterolo ‘buono’ o HDL che ‘protegge’ il cuore e ha un’azione di ‘pulizia’ delle arterie visto che aiuta a ridurre la placca aterosclerotica.  E’ anche grazie ad una corretta alimentazione se il livello del colesterolo totale, e in particolare quello del colesterolo ‘cattivo’, rimane entro i livelli di sicurezza. Come vedi a tavola puoi fare tanto per aiutare il tuo cuore.


Sovrappeso.obesità,vita sedentaria. Avere qualche chilo di troppo o troppi chili di troppo significa non solo gravare il cuore di un ‘peso’ ma anche di andare incontro a malattie come ipertensione (gli obesi hanno valori di pressione più alti delle persone con peso-forma), colesterolemia e diabete e cioè tre tra i più pericolosi fattori di rischio alla base dell’insorgenza delle malattie cardiovascolari.
Deve fare attenzione anche a chi, al contrario, esagera con l’eccessiva magrezza. Anche quella può essere molto dannosa per il cuore. E poi attenzione alle cure dimagranti ‘fai da te’: ogni dieta deve tenere conto di un’ attenta valutazione, deve essere seguita da un medico e deve essere personalizzata in base all’età, all’attività fisica che si svolge e a chi deve seguirla.
Chi tende ad ingrassare, spesso, non è solo chi mangia troppo o mangia male ma è anche chi non fa attività fisica. La sedentarietà è pericolosa, a tutte le età. Non serve per forza amare lo sport in modo esagerato o praticarlo come degli atleti professionisti: basta solo fare un po’ di movimento. Praticare regolarmente un’attività fisica, anche lieve, ha un effetto di protezione a livello cardiaco e aiuta a tenere sotto controllo il peso. Al contrario, chi fa una vita sedentaria corre un maggior rischio di andare incontro all’aterosclerosi coronaria che, se si aggiunge, all’obesità, al colesterolo ‘cattivo’ e all’ipertensione rischia di innescare una vera ‘bomba’ per il cuore. Infatti, le persone sedentarie hanno un rischio di andare incontro a malattie cardiovascolari 2 volte maggiore rispetto a quelle che fanno sport regolarmente. Se non fai sport, spegni i videogiochi e la televisione e vai a fare una bella passeggiata. Ti sentirai subito meglio.


Ipertensione. La pressione arteriosa è la pressione esercitata dal sangue sulle pareti dei vasi arteriosi. E’ il risultato di due forze: la forza con cui il cuore spinge il sangue fuori dal cuore nelle arterie e la resistenza che i vasi oppongono al flusso del sangue. E’ un po’ come quando si innaffia con un tubo e si sente la forza dell’acqua che spinge e corre nel tubo stesso. La pressione arteriosa viene espressa da 2 numeri: quello più alto, la pressione sistolica (la ‘massima’) che corrisponde alla pressione durante la contrazione cardiaca; quello più basso, la pressione diastolica (la ‘minima’), che corrisponde alla pressione arteriosa nei momenti in cui il cuore non si contrae. La pressione deve rimanere entro dei valori precisi e soprattutto la pressione sistolica (la ‘massima’), deve essere tenuta sempre sotto controllo: oltre ai problemi cardiaci l’ipertensione arteriosa può provocare malattie vascolari cerebrali. La pressione ideale è circa 130 e 80. E’ per questo che il medico durante i controlli misura la pressione: una buona abitudine da iniziare sin da giovani.
Per tenere sotto controllo i valori della pressione è necessario soprattutto condurre una vita ‘sana’: non fumare, mangiare con poco sale, fare attività fisica, non essere in sovrappeso o obesi e seguire un’alimentazione equilibrata e varia. Se nonostante questo la pressione tende a ‘salire’ il medico può valutare la necessità di intervenire con i farmaci. Ma il primo passo da fare è quello di prevenire l’ipertensione: molto sta a te.


“Se hai dei sintomi non sottovalutarli...”


Ci sono dei segnali e dei sintomi che ti manda il tuo organismo che non devi sottovalutare e, anzi, dovresti considerare come dei ‘campanelli d’allarme’: meritano la richiesta di una visita cardiologica e di un approfondimento. In ogni caso ne devi parlare con i tuoi genitori e con il medico. Il sintomo più importante è la sincope - e cioè la temporanea perdita di coscienza - e poi lo svenimento, le vertigni, la palpitazione (quando senti il cuore ‘andare a mille’) e il dolore al petto. Non vanno sottovalutati mai questi segnali.
Quando il medico si accorge, auscultando il petto, di un “soffio al cuore” deve necessariamente consigliare un ecocardiogramma, per fugare il timore dell’esistenza di anomalie delle valvole cardiachie come, ad esempio, la valvola aortica bicuspide e il prolasso della mitrale che possono essere, seppur raramente, a rischio di morte improvvisa repentina. In questi casi l’elettrocardiogramma non basta.


“Prima di fare sport fai controllare il tuo cuore”


L’attività sportiva fa bene all’organismo. E’ ormai scientificamente provato che una regolare attività fisica, anche non agonistica, previene l’aterosclerosi diminuendo il colesterolo nel sangue. Tuttavia, lo sport - soprattutto quello competitivo - può essere un’arma a doppio taglio, in quanto può smascherare malattie cardiovascolari occulte e scatenare complicanze elettriche o meccaniche del cuore con arresto cardiaco.
Lo sport non è tuo nemico, non rappresenta di per sé un rischio: lo sforzo in soggetti sani, infatti, non comporta problemi anche dopo un allenamento o un esercizio estenuante. E’ lo stesso organismo a dirti quando stai esagerando: la fatica e l’affanno, infatti, costringono a fermarsi. E’ la combinazione sforzo - anomalie cardiache (spesso nascoste) che può essere minacciosa per la vita perché può scatenare aritmie letali. In altre parole, lo sport è pericoloso solo per chi ha una malattia cardiaca. E spesso non lo sa.
La morte improvvisa giovanile (tra gli 1 e i 35 anni) è molto rara (un caso ogni centomila giovani ogni anno) ma è tre volte più frequente in coloro che praticano sport. E’ per questo che i giovani che sono affetti da cardiopatie vanno identificati ed esonerati dallo sport in quanto la semplice astensione dall’attività sportiva che richiede uno sforzo vigoroso (ad esempio calcio, nuoto, rugby, corsa, tennis, ciclismo, etc) è un ‘salvavita’. Questi giovani con uno stile di vita adeguato e un trattamento mirato - farmacologico o non- sono protetti e non sono più esposti a rischio di morte improvvisa. E non sono destinati a rimanere inattivi ma possono scegliere sport più adatti a loro come, per esempio, il golf o il tiro con l’arco.
Un semplice elettrocardiogramma di base e da sforzo è spesso in grado di svelare l’esistenza di queste cardiopatie nascoste e la visita medica prima di fare attività sportiva è una formidabile occasione. Anche i giovani che non praticano sport a livello agonistico e che quindi non devono effettuare obbligatoriamente un elettrocardiogramma dovrebbero comunque eseguire una visita cardiologica con elettrocardiogramma a riposo e da sforzo.
Spesso una malattia cardiaca ereditaria o familiare viene scoperta per la prima volta proprio nei giovani sportivi e questo consente di allargare l’attenzione anche ai parenti di primo grado (genitori, nonni e fratelli) e contribuire a salvare altre vite.
Ci sono però malattie che ancora sfuggono all’identificazione durante la visita per l’idoneità, come, per esempio, le malattie coronariche sia congenite che acquisite che, anche durante un elettrocardiogramma sotto sforzo, possono rimanere nascoste. La speranza è che in un futuro prossimo la tecnologia consenta di ‘scovare’ precocemente anche queste forme che sono la ‘bestia nera’ della prevenzione.
La visita medica prima dell’attività sportiva non è solo un atto al quale ti devi sottoporre perché la palestra o la scuola calcio ti ha richiesto il certificato medico. Non è un atto burocratico per avere ‘un pezzetto di carta’, è molto di più. Può salvarti la vita. E non credere di doverti sottoporre a questi controlli solo se fai attività a livello agonistico. Devi avere a cuore il tuo cuore anche solo se giochi a calcetto tra amici o ami fare jogging la domenica.

 

Campagna promossa dalla
Società Italiana di Cardiologia
e dalla
Fondazione Italiana Cuore
e Circolazione Onlus

Nell'ambito del Protocollo d'Intesa con il

1a Edizione 2009
Battiti
per il tuo
cuore.

La salute del cuore
è anche un gioco
da ragazzi.