L’importanza della prevenzione sin da giovani
Come avrai capito le malattie cardiovascolari sono davvero molto pericolose. In tutto il mondo industrializzato - Italia compresa - sono la prima causa di morte, più dei tumori. Ma sbagli se pensi che sia una cosa della quale preoccuparsi solo ‘da anziani’. Perché le malattie cardiovascolari ci mettono molti anni per far sentire la loro presenza e in genere quando te ne accorgi il danno che hanno provocato è già piuttosto serio. Molto spesso il processo inizia proprio da ragazzi per colpa di stili di vita ‘poco salutari’, ad iniziare dal fumo. Pensa che un adulto che da adolescente è stato obeso corre un rischio maggiore di ammalarsi di malattie cardiovascolari anche se da grande ha raggiunto un peso normale. E poi, non dimenticare, che se impari adesso a vivere correttamente anche da adulto ti sarà più facile seguire delle piccole, ma sagge, regole di vita. Prendersi cura della salute del proprio cuore è anche un gioco da ragazzi!
Investi sul tuo futuro
Aterosclerosi, ictus cerebrale e infarto miocardico sono eventi che colpiscono soprattutto gli anziani ma che si possono prevenire adottando sani stili di vita sin da giovanissimi. Ma non solo: sono tanti i bambini e i ragazzi che ogni anno vengono ricoverati, ad esempio, per aritmie cardiache, infarto miocardico acuto, cardiomiopatie o insufficienza cardiaca.
Investi sul tuo presente: la morte improvvisa
Hai sentito tante volte parlare di morte improvvisa. In genere si tratta di un ragazzo che si accascia su un campo da calcio o in un giardino mentre gioca. Si chiama così perché chi ne è colpito non ha mai mostrato prima alcun ‘campanello d’allarme’ o per lo meno non lo ha mai detto perché, magari, ha ritenuto qualche sintomo non importante. La morte improvvisa è un evento raro tra i giovani (1-35 anni) visto che interessa ogni anno 1 caso ogni centomila giovani. Ma questa è solo statistica. Ogni vita stroncata è una vita preziosa e, in molti casi, quella morte si sarebbe potuta evitare con un controllo del cuore, soprattutto prima di fare attività sportiva.
Infatti, la morte improvvisa nella maggioranza dei casi colpisce giovani atleti professionisti o che non praticano sport a livello agonistico. E’ 3 volte più frequente nei giovani che praticano sport rispetto a quelli sedentari. E questo non perché lo sport sia pericoloso, anzi, è un alleato della salute del cuore ma perché lo sport diventa pericoloso in quei soggetti che hanno problemi cardiologici e, spesso, non lo sanno. Non occorre sottoporre il corpo ad uno stress esagerato come una gara o una partita ‘da campioni’ per correre questo rischio. Basta solo non sapere di avere un problema cardiaco e sottoporre il cuore ad una fatica che non può reggere. E’ importantissimo, infatti, prima di fare sport, anche non agonistico, far controllare la salute del cuore. E non ignorare qualche segnale che ti manda il tuo organismo: uno svenimento, un dolore al petto, le vertigini, una sincope (perdita temporanea di coscienza) o la sensazione che il cuore ‘vada a mille’ all’improvviso e senza magari un motivo che lo giustifichi (una corsa o una forte emozione). Parlane ai tuo genitori e parlane con il tuo medico di famiglia. Senza paura. Il più delle volte si tratta di eventi occasionali o magari legati all’emotività. Ma, in alcuni casi, meritano più attenzione e la richiesta di una visita cardiologica specialistica. Che ti può salvare la vita.
Ecco alcune malattie che possono provocare la morte improvvisa nei giovani (12-35anni)
Anomalie delle arterie coronarie. Rappresentano il 30-35% di tutte le morti improvvise giovanili. Possono essere di natura congenita (anomalie congenite delle arterie coronarie, di origine e decorso) oppure acquisita (aterosclerosi coronarica precoce). In quest’ultimo caso esistono fattori predisponenti (familiarità, fumo, obesità) ed è indicato l’esame del sangue per il profilo lipidico (colesterolo). La diagnosi purtroppo può sfuggire all’elettrocardiografia e necessitare di una visualizzazione dell’albero arterioso coronarico.
Malattie del miocardio. Sono generalmente malattie eredo-familiari (e pertanto trasmissibili), dovute a difetti di geni che codificano proteine dei cardiomiociti. Rendono conto del 30-40% delle morti improvvise giovanili.
La cardiomiopatia ipertrofica è caratterizza da una ipertrofia del ventricolo sinistro, dovuta a difetti genetici delle proteine contrattili. Dà alterazioni elettrocardiografiche ed è facilmente diagnosticabile attraverso un ecocardiogramma. Sottosforzo, e non solo, può dar luogo all’insorgenza di aritmie, fibrillazione ventricolare e morte improvvisa.
La cardiomiopatia aritmogena è invece una malattia prevalente del ventricolo destro, dovuta ad alterazioni genetiche delle proteine che tengono attaccate le cellule (giunzioni intercellulari). Il miocardio muore progressivamente e va incontro a sostituzione da parte di tessuto connettivo e adiposo. L’alterazione scatena aritmie, anche fatali, soprattutto sotto sforzo.
Le miocarditi sono una infiammazione del miocardio, abitualmente dovuta ad infezioni virali. Si accompagnano generalmente a febbre e lo sforzo fisico può precipitare una morte improvvisa. Si raccomanda ai giovani, durante un attacco febbrile, di astenersi dall’attività sportiva.
Malattie delle valvole cardiache. Rendono conto del 10% delle morti improvvise nei giovani. Il prolasso della valvola mitrale, inteso come ispessimento ed esuberanza dei lembi valvolari della valvola mitrale, può associarsi ad aritmie cardiache, anche minacciose per la vita. Si sospetta alla auscultazione del cuore e si diagnostica facilmente con l’ecocardiografia.
La stenosi valvolare aortica dà segno di sé con un soffio cardiaco ben udibile e si accompagna a ipertrofia del ventricolo sinistro, visibile all’ECG e all’eco. Può manifestarsi con sincope e anche arresto cardiaco improvviso sotto sforzo.
Malattie del tessuto di conduzione del cuore. Il cuore si contrae perché eccitato da uno stimolo elettrico, che si origina e distribuisce lungo tutto il miocardio attraverso un circuito specializzato.
La preeccitazione ventricolare, legata all’esistenza di fascicoli elettrici anomali (cosiddetta sindrome di Wolff-Parkinson-White), è ben visibile all’elettrocardiogramma. Non è una malattia ereditaria. Il fascicolo aberrante può essere senza pericolo interrotto attraverso una “ablazione” effettuata da un catetere introdotto nelle cavità cardiache.
Il blocco atrioventricolare, spesso di origine ereditaria, può manifestarsi eccezionalmente in età giovanile ed è facilmente curabile con un pace-maker.
Un 3-4% delle morti improvvise giovanili è imputabile ad anomalie del tessuto di conduzione.
Malattie dei canali ionici. Trattasi di malattie eredo-familiari nelle quali il cuore non presenta alterazioni strutturali ed è apparentemente normale. Mostra solo alterazioni elettrocardiografiche della depolarizzazione-ripolarizzazione legate a difetti genetici dei canali che aprono e chiudono i flussi di sodio, potassio e calcio attraverso le membrane dei cardiomiociti. Appartengono a questa categoria la sindrome del QT lungo, la sindrome del QT corto e la sindrome di Brugada con sopraslivellamento del QT (il QT è l’intervallo fra le onde di depolarizzazione e ripolarizzazione all’elettrocardiogramma). Sono facilmente identificabili all’ECG.
La sindrome catecolaminergica è legata invece a difetti genetici del rilascio del calcio dalle cisterne dei cardiomiociti (il calcio è uno ione che accoppia l’eccitazione elettrica alla contrazione meccanica). È una malattia particolarmente infida e maligna perché non dà segni di sé all’elettrocardiogramma a riposo, ma solo quando si supera la soglia di 120-125 battiti al minuto, da sforzo o per emozione, potendo scatenare una fibrillazione ventricolare. Complessivamente le malattie dei canali ionici spiegano il 15% delle morti improvvise giovanili.
Cardiopatie congenite. Tutte le cardiopatie congenite, particolarmente quelle operate, sono caratterizzate da un certo grado di instabilità elettrica del cuore, che le pone particolarmente a rischio sotto sforzo fisico.
Spiegano l’1-2% delle morti improvvise giovanili.
Malattie dell’aorta. L’aorta, la grande arteria del cuore che nasce dal ventricolo sinistro e distribuisce sangue a tutto l’organismo, può improvvisamente esplodere per una fragilità delle sue pareti. È il caso della sindrome di Marfan, malattia eredo-familiare, e della valvola aortica bicuspide, cardiopatia congenita non trasmissibile. Entrambe le malattie sono associate ad una dilatazione dell’aorta ascendente e la diagnosi è affidata all’ecocardiografia.
Le malattie dell’aorta rendono conto del 4-5% di tutte le morti improvvise.


1a Edizione 2009
